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Guida ai guasti del cancello automatico

Sintomi, cause probabili e cosa fare prima di chiamare il tecnico

Questa guida nasce dalle domande che ci fanno al telefono ogni giorno. Non sostituisce un tecnico, ma ti aiuta a capire cosa sta succedendo al tuo cancello, cosa puoi controllare in sicurezza e quando è meglio chiamare.

Prima di tutto la sicurezza. Non aprire la centrale con la corrente inserita, non mettere le mani vicino a cremagliere e cerniere, non forzare un’anta motorizzata senza averla sbloccata. In caso di dubbio, chiama lo 051 0910471.

Sintomi e possibili cause

Non si apre e non dà segni di vita

Spesso è un fusibile, l’alimentazione o la scheda: prima di pensare al motore va controllata la parte elettrica.

Parte e si ferma dopo pochi centimetri

La centrale “vede” uno sforzo eccessivo: attrito sul binario, cerniere dure, olio denso o forza regolata male.

Si apre ma non si richiude

Nove volte su dieci sono le fotocellule: sporche, disallineate o con un cavo danneggiato.

Si richiude da solo o si riapre senza motivo

Una sicurezza che interviene a vuoto o un pulsante in corto: va trovato il contatto che “disturba”.

Fa un rumore che prima non faceva

Cremagliera consumata, ruote secche, pistone con gioco: il rumore è un avviso, non un dettaglio.

Non funziona più dopo un temporale

Una sovratensione ha colpito scheda, ricevitore o alimentatore; a volte basta un fusibile, a volte va sostituita la centrale.

Un’anta va e l’altra no

Su un battente a due ante può essere un motore, un condensatore o un collegamento ossidato nel pozzetto.

Non rallenta e sbatte in fine corsa

Finecorsa o encoder da registrare: lasciarlo così rovina cardini, pistoni e cremagliera.

Lo sblocco manuale non funziona

Chiave che non gira o leva bloccata: in caso di blackout resti chiuso dentro o fuori, va sistemato subito.

Il lampeggiante non lampeggia

Non è un dettaglio estetico: è una segnalazione di sicurezza obbligatoria per chi passa.

Con il freddo diventa lentissimo

Olio dei pistoni, batterie e lubrificanti soffrono il gelo: una regolazione stagionale risolve quasi sempre.

Il pedonale non scatta più

Elettroserratura, pulsante o alimentazione a 12 V: un guasto piccolo che però blocca l’ingresso di casa.

Come è fatto il tuo cancello

Cancello scorrevole

Il cancello scorre lateralmente su un binario a terra, spinto da un motore con pignone che ingrana su una cremagliera. Punti da tenere d’occhio: binario pulito e in bolla, cremagliera alla giusta distanza dal pignone, ruote e rulli di guida che girano liberi e finecorsa che fermano l’anta prima della battuta.

Cancello a battente

Una o due ante incernierate ai pilastri, mosse da pistoni esterni, da bracci articolati o da motori interrati sotto il cardine. Punti da tenere d’occhio: cerniere e cardini senza gioco, fermi meccanici in apertura e chiusura, elettroserratura che trattiene l’anta e sequenza delle due ante regolata.

Cancello ad ante scorrevoli

Due ante che scorrono in direzioni opposte, con due motori sincronizzati: si usa quando il varco è largo e lo spazio laterale è poco. Punti da tenere d’occhio: sincronismo tra i due motori, incontro centrale delle ante, binari allineati e sicurezze su entrambi i lati.

Cancello sospeso

Il cancello autoportante scorre senza binario a terra, sostenuto da carrelli a sbalzo: niente guida in cui si accumulano sassi o ghiaccio, ma carrelli e contrappeso vanno curati. Punti da tenere d’occhio: carrelli e rulli di sostegno, allineamento della trave portante, ricevitore di fine corsa e cremagliera fissata alla trave.

Il clima della provincia di Bologna e i cancelli

In città, in pianura e in collina i guasti stagionali cambiano. I più frequenti:

  • Acquazzoni d’estate – un temporale di luglio scarica in mezz’ora l’acqua di una settimana: rampe dei garage e bocche di lupo si riempiono e i motori interrati finiscono a bagno.
  • Fulmini sulla rete – basta un fulmine caduto a qualche via di distanza perché la sovratensione corra sui cavi e bruci il ricevitore o il fusibile della scheda.
  • Nebbia che entra ovunque – la nebbia della Bassa non resta fuori: si condensa dentro le centrali e nelle scatole di derivazione e ossida i morsetti fino a farli “staccare” a intermittenza.
  • Gelate di gennaio – con qualche grado sotto zero l’olio dei pistoni oleodinamici si addensa: l’anta parte lenta, si ferma a metà o la centrale la crede bloccata.
  • Neve e ghiaccio – qualche centimetro di neve davanti all’anta basta a impedire l’apertura completa; il ghiaccio blocca guide, cerniere e sblocchi manuali.
  • Vento sulle ante piene – un’anta cieca prende il vento come una vela: il motore lavora sotto sforzo, la centrale legge un ostacolo e inverte.

Le buone abitudini

Impara lo sblocco manuale

Tieni la chiave di sblocco in un posto che conoscono tutti in famiglia: in caso di blackout è l’unico modo per uscire con l’auto.

Pulisci le fotocellule

Un panno morbido sulle lenti una volta al mese evita la maggior parte delle chiusure “che non vanno”.

Tieni libero il binario

Sassi, foglie e giochi dei bambini nel binario dello scorrevole sono la prima causa di blocchi e di cremagliere rovinate.

Occhio a bambini e animali

Se il cancello non si ferma o non inverte toccando un ostacolo, non usarlo: le sicurezze vanno verificate subito.

Non forzare l’anta

Spingere a mano un cancello motorizzato senza sbloccarlo rovina ingranaggi e pistoni: meglio una telefonata.

Proteggi la centrale

Una centrale con il coperchio rotto o le guarnizioni secche prende acqua al primo temporale: segnalacelo al prossimo controllo.

Ascolta i rumori

Cigolii, colpi in fine corsa o un ronzio diverso dal solito sono i primi segnali: intervenire presto costa molto meno.

Annota il modello

Una foto della targhetta del motore e della centrale ci permette di arrivare con il ricambio giusto già alla prima uscita.

Pota le siepi

Rami e siepi che invadono il raggio delle fotocellule o la corsa dell’anta creano falsi ostacoli e graffi.

Controlla la batteria tampone

Se il cancello funziona anche senza corrente, la batteria va sostituita ogni qualche anno: quando si esaurisce te ne accorgi nel momento peggiore.

Scrivici il problema, ti richiamiamo

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